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L'Imperatrice: quando il progetto esiste ma non si vede ancora

L'Imperatrice del Tarot de Marseille

Una donna seduta su un trono, uno scettro appoggiato in grembo, un'aquila sullo scudo. L'Imperatrice, compagna dell'Imperatore, qui non comanda, ma progetta.

L'Imperatrice è la carta in cui qualcosa esiste già, ma nella testa di qualcuno.

La fase in cui si pensa

Il percorso del mazzo, fin qui, ha una sua logica precisa. Il Bateleur ha cominciato, la Papessa ha studiato, e adesso è il momento di elaborare: idee, piani, progetti, strategie.

È la carta della creatività e dell'arte, di chi immagina qualcosa prima che esista. Ed è una fase necessaria – nessuno costruisce niente senza averlo prima pensato.

Ma è anche una fase ancora passiva sulla terra. I pensieri possono essere altissimi e, nel frattempo, fuori non si vede ancora niente. Chi sta in questa fase lo riconosce benissimo: hai le idee chiare, sai cosa vuoi fare, e non hai ancora niente da mostrare a nessuno.

Lo scettro che non lavora

Il dettaglio che racconta tutto è come tiene lo scettro.

Nel mazzo lo scettro compare più volte, e ogni volta cambia significato. Nell'Imperatore è impugnato e attivo: è il potere che realizza. Nel Papa è un'antenna che riceve e trasmette.

Nell'Imperatrice è appoggiato sul grembo. Lo tiene, non lo usa. È potere che esiste e non è ancora stato speso.

L'aquila

Sullo scudo c'è un'aquila, e nel metodo l'aquila è il mentale, l'aria, il pensiero.

Vale la pena notare che un'aquila compare anche nella carta successiva, quella dell'Imperatore – ma è un'altra aquila: femmina, posata a terra e sfiorata da un piede. Questa è maschio, e le sue ali sono rivolte verso l'alto: vola.

È la differenza tra il pensiero che è ancora in volo e qualcosa che è sceso a terra ed è diventato fecondo. Due carte consecutive, due aquile diverse – e sono proprio le differenze a raccontare il passaggio.

Il nome che si legge male apposta

Sul cartiglio della carta c'è scritto LIMPERATRICE, senza apostrofo. Non è un errore di stampa: nel Tarot de Marseille le grafie irregolari sono quasi sempre una porta.

Togliendo lo spazio mentale dell'apostrofo si legge LIMPER, che riporta a pulire. L'Imperatrice è anche colei che pulisce la mente – fa ordine nei pensieri, sgombra, chiarisce. E non a caso accanto a lei, nell'immagine, c'è l'acquasantiera: l'acqua che monda.

Chi ha provato a mettere a fuoco un progetto confuso sa che il lavoro vero è quasi sempre togliere, non aggiungere.

Quando compare in una lettura

Sul piano concreto l'Imperatrice indica il pensiero e l'elaborazione, la creatività, l'arte e gli artisti. Nelle figure può essere la moglie, la compagna, la partner.

Ed è la carta che, più di altre, chiede aiuto: le idee da sole non bastano. Perché diventino qualcosa serve la carta che viene dopo, l'Imperatore.

Quando è rovesciata

Rovesciata, l'elaborazione si guasta: sono i disordini mentali, il pensiero che gira a vuoto invece di costruire.

È la differenza tra progettare e rimuginare – che dall'esterno si somigliano molto, perché in entrambi i casi non si vede niente.

Cosa resta

Il Tarocco non cambia il tuo destino, ti aiuta a leggerlo. E l'Imperatrice, quando compare, dice una cosa incoraggiante e una scomoda insieme: il progetto c'è davvero, e finora esiste solo nella tua testa.

Che non è un rimprovero. È la fotografia di un momento – a patto di sapere che è un momento, e non un posto dove fermarsi.

Sul tempo che serve perché le cose maturino, del resto, ha molto da dire la Temperanza.

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Le immagini che raffigurano i Tarot de Marseille Bozzelli sono di proprietà dell'Accademia dei Tarocchi e sono qui raffigurate solo a scopo divulgativo.