Le Bateleur: la carta di chi ha già tutto per cominciare
Un uomo in piedi dietro un banco. Davanti a lui, sparsi sul piano, alcuni oggetti; in mano tiene una bacchetta sottile. Ha l'aria di chi sta per fare qualcosa, ma non l'ha ancora fatto.
Il Bateleur – il saltimbanco, quello che in italiano chiamiamo il Bagatto – è il primo arcano numerato del mazzo. E il fatto che porti il numero uno, dopo una carta che di numero non ne ha, è già metà del suo significato.
Dal potenziale all'atto
Il Matto sta fuori dalla serie: è slancio puro, senza forma, senza mestiere. Cammina, ma non ha ancora deciso verso cosa.
Il Bateleur è il momento successivo. Quello in cui l'energia si posa da qualche parte, prende una forma, si mette dietro un banco. Non è più "voglio partire": è "comincio da qui".
È il passaggio che nella vita di ognuno vale più di mille intenzioni. Tra chi dice che un giorno farà una certa cosa e chi apre bottega passa esattamente la distanza che c'è tra queste due carte.
Sul banco c'è già tutto
Il dettaglio più importante è anche il più facile da non vedere: sugli oggetti disposti davanti al Bateleur ci sono i quattro semi del mazzo. Coppe, denari, spade, bastoni.
Significa che gli strumenti ci sono già. Tutti. Non gliene manca nessuno.
È una risposta precisa alla forma più diffusa di rinvio, quella per cui non si comincia perché prima serve un'altra cosa: un altro corso, un altro contatto, un altro momento. Il Bateleur dice che il necessario è sul tavolo, e che la differenza la fa prenderlo in mano.
La bacchetta, cioè lo strumento
In mano tiene una bacchetta. È l'unico oggetto che non è appoggiato: è quello che sta usando.
Nel metodo lo si legge come lo strumento che mette in moto, e nella pratica di una lettura può diventare molto concreto. Una telefonata, un messaggio, una richiesta fatta a voce. Le carte parlano volentieri per oggetti, e la bacchetta è spesso il gesto minimo con cui una cosa si avvia: qualcuno che alza il telefono e chiede.
Attenzione a questo banco. Se capita in una lettura, anche nella carta del giorno per esempio, potrebbe essere il banco del check-in in aeroporto. Se vi aspetta una giornata di lavori in casa, questa è la carta che può rappresentarla.
Perché il Bateleur non è la carta del progetto grandioso. È quella del primo movimento reale.
Uno sguardo che va all'indietro
C'è però un dettaglio che sorprende. Il Bateleur non guarda avanti: guarda verso sinistra, cioè verso ciò che è già stato.
Sembra strano per una carta d'inizio, e invece è coerente. Nel Tarot de Marseille lo sguardo a sinistra non è nostalgia: è consapevolezza di come ci si è arrivati. Il Bateleur consacra l'inizio guardando alle spalle ciò che l'ha reso possibile.
Ogni cominciamento vero, del resto, non nasce dal nulla. Nasce da un percorso che fino a quel momento non sembrava portare da nessuna parte, e che solo adesso mostra a cosa serviva.
Un inizio modesto, ed è giusto così
Sul piano concreto il Bateleur non promette abbondanza. Nella scala del denaro delle carte occupa il gradino più basso: quanto basta, non di più.
È onestà, non pessimismo. Chi comincia ha di solito il minimo indispensabile, e va benissimo, perché in questa fase la ricchezza non è il punto. Il punto è avviare. La maturazione, semmai, la governa un'altra carta, che sul tempo ha molto da dire.
C'è anche una sfumatura sull'età, che va intesa bene: il Bateleur è l'apprendista, ma nel senso della funzione, non dell'anagrafe. Si può essere apprendisti a cinquant'anni, se si sta iniziando qualcosa che non si è mai fatto.
E tra le carte maschili con le età, il Bateleur, di fatto, non sempre ha età...
Quando è rovesciato
Il rovescio del Bateleur è una figura che conosciamo tutti: il ciarlatano. Chi ha il banco ma non l'arte, chi mostra gli strumenti senza saperli usare, chi promette molto e conclude poco.
C'è anche una versione meno maliziosa e più frequente: l'inizio che non parte. Tutto pronto sul tavolo, e la mano che non si muove.
Cosa resta
Il Tarocco non cambia il tuo destino, ti aiuta a leggerlo. E il Bateleur, quando compare, dice una cosa piuttosto scomoda per chi sta aspettando il momento giusto: il momento giusto è adesso, e le cose che ti servono sono già davanti a te.
Non promette che andrà bene. Dice che puoi cominciare.