Arcani maggiori

La Forza: quella che non fa sforzo

La Forza del Tarot de Marseille

Una donna apre le fauci di un leone. Le mani sono appoggiate sulla bocca dell'animale con la stessa naturalezza con cui si aprirebbe un cassetto. Lei non è tesa, il leone non si ribella.

È il dettaglio che decide tutta la carta, ed è anche quello che sfugge: nessuno dei due sta facendo fatica.

Forza non è sforzo

Chi guarda questa immagine si aspetta una lotta. Il titolo dice forza, c'è una belva, quindi da qualche parte deve esserci un braccio di ferro.

Invece no, il leone (o comunque l'animale) apre la bocca senza sforzo, e la donna non lo sta piegando: sta applicando l'energia giusta nel momento giusto, nel modo giusto. È energia che scorre, non energia che spinge.

Ed è una distinzione che chiunque abbia provato a ottenere qualcosa a forza di volontà riconosce subito. Quando serve stringere i denti, di solito è il segno che stiamo facendo la cosa sbagliata, o al momento sbagliato. Quando invece è il momento giusto, la stessa cosa costa poco.

La carta al centro di tutto

C'è un motivo se questo insegnamento sta proprio qui. Disposti nel modo in cui il mazzo va letto – tre file da sette, perché il Matto, l'Arcano senza numero, sta fuori dal diagramma – i ventuno arcani numerati formano una griglia, e la Forza cade esattamente al centro.

È il perno. E da questo punto in avanti, nel percorso del mazzo, l'energia dell'anima diventa progressivamente più forte.

Il controllo passa dalla voce

Qui c'è la cosa più sorprendente della carta, e la meno intuitiva.

Nel metodo, lo stato di grazia della Forza passa dal controllo del tono della voce.

Non da quello che dici: da come lo dici. Le parole hanno un peso specifico altissimo, e la forma esprime il contenuto. La stessa identica frase, pronunciata con due toni diversi, produce due effetti opposti – e chiunque abbia mai discusso con qualcuno sa che la lite quasi mai riguarda le parole.

Per questo la Forza governa la parola e la lingua. E per questo, quando compare accanto alla carta della comunicazione, il suo consiglio non è tacere: è moderare.

Cosa stai gestendo

La Forza guarda verso destra, e nel Tarot de Marseille questo non è un dettaglio decorativo: ciò che la carta guarda è ciò che sta gestendo.

Nella pratica di una lettura questo la rende molto concreta. Parla per esempio di gestione – di un budget, di un'azienda, di un gruppo di lavoro. Di ruoli professionali importanti... è una carta di controllo, ma nel senso di chi tiene insieme le cose, non di chi le comprime.

E la figura è una donna di potere, il che la avvicina alla Giustizia: sono le due donne armate del mazzo, una con la spada e una con il leone.

Quando è rovesciata

Rovesciata, la forza si perde e l'istinto prende il sopravvento. È il momento in cui il tono sfugge di mano – e con lui tutto il resto, perché se il controllo passava dalla voce, è dalla voce che si vede quando si è rotto.

Il miracolo

C'è un'ultima cosa, e vale la pena dirla per come sta nel metodo: la Forza porta il miracolo, ma solo quando appare in soluzione.

Cioè quando la lettura la propone come via d'uscita da una difficoltà. Non è una promessa generica: è la possibilità che qualcosa si sblocchi in un modo che non era previsto.

Il Tarocco non cambia il tuo destino, ti aiuta a leggerlo. E la Forza, quando compare, propone una verifica scomoda: quello su cui stai spingendo – sei sicuro che vada spinto?

Del resto, sull'arte di non forzare i tempi ha molto da dire anche la Temperanza.

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Le immagini che raffigurano i Tarot de Marseille Bozzelli sono di proprietà dell'Accademia dei Tarocchi e sono qui raffigurate solo a scopo divulgativo.